lunedì 7 novembre 2016

MANGIARE CON DRAGON BALL


Uno strano ragazzino con coda di scimmia svolazza allegramente su una nuvola, suscitando stupore negli osservatori. Ma ancora più incredibile è il successo multimediale che riesce a riscuotere in tutto il mondo. Si tratta del protagonista di Dragon Ball, uno dei manga più famoso di tutti i tempi a qualsiasi latitudine.
La serie viene ideata da Toriyama Akira sotto forma di manga nel 1984, serializzata sul settimanale Shonen Jump fino al 1995 per essere poi raccolta in 42 volumetti, o tankobon per dirla alla giapponese.
Nel 1986 il manga diviene un anime grazie alla serie televisiva dall’omonimo titolo, Dragon Ball, seguita da svariati altri anime (e da un recente nuovo manga di prossima pubblicazione anche in Italia).
È proprio per festeggiati i 30 anni della serie televisiva che in Giappone la catena di negozi di musica Tower Records hanno aperto al loro interno dei Café/ristoranti dedicati al personaggio. Oltre a piatti a tema, è possibile acquistarvi delle tazze e delle borse in real appositamente realizzate.
I café, aperti nei tre negozi di Omotesando e Shibuya (zone di Tokyo), e Umeda (a Osaka) aprono in questi giorni per restare attivi fino a fine novembre.




domenica 18 settembre 2016

ADDIO, RYO-SAN


Le koban sono piccole stazioni di polizia, molto diffuse nelle città giapponesi, ove sostano poliziotti di quartiere a cui rivolgersi in caso di bisogno o per semplice richiesta di informazioni. Appaiono di frequente nei manga ed esiste persino una lunghissima serie, nata nel 1976, dal titolo Kochira wa Katsushika-ku Kameari Koen Mae (“Posto di polizia distaccato di fronte al parco Kameari a Katsushita”, spesso abbreviata in Kochikame) creata da Osamu Akimoto e incentrata sulle comiche avventure di un irascibile poliziotto. Kankichi Ryotsu (questo il nome del protagonista), affettuosamente conosciuto come Ryo-san, è un po’ trasandato e gli piacciono piacciono alcol e belle donne. La sua koban esiste realmente a Tokyo (anche se, ovviamente, lui non è presente al suo interno) e si trova davanti al Parco Kameari, quartiere di Katsushika. 
L'ultimo episodio della serie è stato recentemente inserito nella rivista Shonen Jump della casa editrice Shueisha, uscita contestualmente al 200mo volume dell'albo. Le due versioni di questo episodio contengono differenti finali. La serie è probabilmente la più lunga mai pubblicata in Giappone, forse la più lunga al mondo considerando quelle affidate a un solo autore (serie USA come Spider-Man sono più longeve, ma sono state realizzate da centinaia di autori).


lunedì 22 agosto 2016

POKéMON IN MOSTRA


Tutti ormai li conoscono per la loro ultima declinazione virtuale in realtà aumentata, ma i Pokémon sono "attivi" dal 1996 e la app Pokémon Go è solo il loro ennesimo successo. Ora sono anche i protagonisti di una mostra. Si tratta della rassegna “Pokémania!”, che dall’1 settembre fino al 2 ottobre sarà ospitata al Museo del Fumetto di Milano (Wow Spazio Fumetto, viale Campania 12). Se, prima di recarvi a vederla, volete saperne di più su questi esserini, ecco una scheda a loro dedicata.

POKéMON

Tutto Giallo, sembra una sorta di topo colorato, invece si tratta di un Pokémon di nome Pikachu. Si comporta in modo abbastanza differente dai suoi simili, è infatti testardo e poco disciplinato. Inoltre è in grado di scagliare potenti scariche elettriche. Il suo colore e la coda a forma di fulmine lo rendono immediatamente identificabile. È il principale protagonista di un fenomeno multimediale.

Tajiri Satoshi desiderava diventare un entomologo, e un tempo sarebbe stato considerato un otaku come tanti altri, chiuso tra le quattro mura di casa dedicandosi quasi esclusivamente alla sua passione: collezionare insetti. Un giorno ha un'idea: perché non trasformare il proprio hobby in un gioco? Si presenta quindi alla Nintendo con un progetto di videogame per il Game Boy. In principio non viene preso troppo sul serio, inoltre il Game Boy è in ribasso, comincia a sentire la concorrenza di consolle e giochi molto più sofisticati. Tuttavia i dirigenti fecidono di tentare e nel 1996 viene lanciato il nuovo gioco in due versioni (Rosso e Verde). Si tratta di Pokémon, una sorta di RPG (Role Play Game) in cui il giocatore deve impersonare l'allenatore di Pocket Monster, piccole creature molto kawaii (carine) da far combattere tra loro e da aggiungere alla propria scuderia in caso di vittoria. Solo con grande pazienza e molte ore di gioco un bravo allenatore può giungere a collezionare tutti i Pokemon del gioco, ben centocinquanta. Il videogame ha un successo stratosferico, dando il via a una sorta di apocalisse multimediale.

Il gioco, che appassiona grandi e piccini, riporta alle massime vette di popolarità il Game Boy. Nel 1998 viene presentato al pubblico americano in versioni leggermente modificate (Rosso e Blu), raccogliendo nuovi consensi e vendendo milioni di pezzi. In Europa arriva nel 1999, confermando la propria inarrestabile popolarità e vendendo oltre venticinque milioni di pezzi. Inevitabili, quindi, i manga e gli anime, un merchandising sfrenato e un gioco di carte collezionabili (Trading Card game) tra i più apprezzati, oltre che nuovi giochi per Game Boy e per la consolle Nintendo 64. Nel 2000 si tiene addirittura un Campionato mondiale di Pokémon, mentre in diversi stati degli Usa viene rappresentato un musical in tema. L’universo dei videogame, intanto, continuato a espandersi, aggiungendo la versione Gialla, Oro, Argento, Cristallo, Rubino, Zaffiro, Rosso Fuoco, Verde Foglia, Smeraldo, Diamante, Perla e Platino, che tutte assieme portano i Pokémon a oltre quattrocento. Inoltre, le altre consolle hanno le loro versioni del gioco. Esistono Pokémon Stadium, Pokémon Stadium 2 e Snap per Nontendo 64; Pokémon Colosseum e Pokémon XD per GameCube; Pokémon Dash, Pokémon Link e Pokémon Ranger per Nintendo DS; Pokémon Mystery Dungeon per Nintendo DS e Game Boy Advance; Pokémon Battle Revolution per Wii. Una vera pioggia di titoli, affiancati da prodotti per altri media.

La serie animata di Pokémon appare sulle televisioni giapponesi per la prima volta nel 1997 ed è destinata a durare per parecchie centinaia episodi. Gli animatori cercano il più possibile di attenersi a quanto accade nel videogame. Così, il primo episodio si apre con Ash che ha finalmente compiuto dieci anni. Ora può intraprendere la carriera di allenatore di Pokémon. Peccato però che si sia svegliato in ritardo, arrivando dal Dottor Ock quando le creaturine da allenare sono quasi finite. È rimasto solo Pikachu, che ha il potere di scagliare scariche elettriche e non ama essere comandato. Ash non ha scelta e in compagnia del nuovo amico, di sei Sfere Poké vuote e di un Poké Desk pieno di informazioni, parte per un avventuroso viaggio. Il suo compito è addestrare Pikachu e catturare più Pokémon possibili. La cosa si rivelerà però più difficile e pericolosa del previsto…

Dal numero di episodi, formidabile anche per il florido mercato giapponese, si comprende che la serie è apprezzatissima. Le ragioni di tale successo, secondo Tajiri, sono principalmente due. Primo, nella serie non vi sono veri cattivi. Esite il Team Rocket, formato da Jessy, James e Meowth, l’unico Pokémon parlante, ma in verità non si tratta di cattivi veri e propri, quanto di agguerriti rivali di Ash e Pikachu. Secondo, nel mondo dei Pokémon la morte è assente. I piccoli o grandi Pokémon sconfitti non muoiono, ma si addormentano per riprendere le forze.
Sulla scia della serie TV, nel 1998 arriva al film in animazione Pokémon the First Movie (in cui appare il 151° Pokémon), seguito nel corso degli anni da numerose altre pellicole.

Anche i manga fanno la loro parte, tuttavia il primo fumetto dedicato a Pokemon non ha Pikachu, l'ormai celebre pallottolino giallo protagonista delle serie animata, quale personaggio principale. Al centro dell'attenzione di Pocket Monster, manga scritto e disegnato da Anakubo Kosaku, c'è infatti Clefairy, un Pocket Monster tutto rosa. Nei successivi titoli, pubblicati da sei magazine diversi che vendono milioni di copie ciascuno, Pikachu si prende però la rivincita tornando a calcare il palcoscenico in qualità di primo attore.

Sul fronte del merchandising, praticamente non esiste oggetto che non sia stato abbinato all’immagine di Pikachu e compagni, dai bicchieri ai chewingum, dagli orologi da polso alle decorazioni per cellulari. Camminando per le metropoli giapponesi è facile imbattersi in macchinette colorate che invitano, dopo aver inserito qualche moneta da cento yen, ad acchiappare con un braccio meccanico delle sfere contenenti gadget di Pokémon. Le sale giochi sono piene di grandi videogame dedicati alla serie e, a volte, la postazione di gioco ha la forma di Pikachu. Il Pokémon giallo è molto popolare anche nei mercati all’aperto, su molte bancarelle sono infatti esposte magliette, giochi e gadget di Pikachu. Nei grandi magazzini il reparto giocattoli è pieno di Pokémon di ogni tipo, dai peluche ai giochi elettronici. Persino le poste giapponesi hanno tributato un omaggio alla serie dedicandole un intero foglio di francobolli. I Pokémon hanno conquistato il mondo senza che ce ne accorgessimo.

martedì 12 luglio 2016

YUKATA

Lo yukata è il kimono estivo per eccellenza. In cotone, generalmente caratterizzato da motivi floreali sgargianti per la donna e da colori neutri per l'uomo. Si veste facilmente, e sopratutto è molto comodo. Da accompagnare con cintura obi leggera, ventaglio femminile (ma anche maschile) e geta in legno, i tradizionali zoccoli giapponesi.





giovedì 7 luglio 2016

BUON TANABATA

Il settimo giorno del settimo mese si celebra questa festa che ha origine in Cina, ma di cui non si conoscono le origini e neppure il significato del nome. Case e intere città vengono abbellite con decorazioni di carta, che talvolta riportano brevi poesie. Strisce e festoni di carta colorata comunicano allegria. Buon Tanabata a tutti.




mercoledì 6 luglio 2016

TOKYO STREET FASHION

Altro che sfilate di moda, girate per le vie di Tokyo e osservate come veste la gente comune (o quasi) e vi imbatterete in molte sorprese.
















sabato 4 giugno 2016

KENDAMA

Il kendama è un giocattolo giapponese formato da un pezzo di legno di forma conica connesso per mezzo di una cordicella ad una sfera di legno. Nato come gioco per i bambini, come tutti i bei giochi è diventato popolare anche presso gli adulti e oggi è considerato quasi uno sport. Anche se può sembrare semplice a prima vista, il kendama è un gioco profondo, con migliaia di diverse tecniche che possono portare a diventare giocatore master. Nelle foto vedete keniana di misure e materiali diversi e anche un libro su come utilizzarlo. Il volume è in giapponese, ma foto e disegni (numerosissimi) lo rendono comprensibile senza bisogno di leggerlo. Per info: fioridiciliegioadriana@gmail.com.






giovedì 2 giugno 2016

GIOCHI CON LE BACCHETTE


In Giappone tra i giochi casalinghi più popolari ve ne è uno basato sulle bacchette per mangiare che gli orientali usano al posto delle posate. Dato che afferrare il cibo con le bacchette non è semplice, specie per i principianti, il gioco si basa proprio su questa difficoltà. In una delle sue prime versioni i giocatori devono afferrare dei piccoli pulcini di plastica, che a causa della loro forma tondeggiante tendono a scivolare, e metterli in una tazza. Poi sono stati adottati vari animali, dai maialini ai panda, dai gatti ai cani, decisamente più facili da afferrare con le bacchette. Ma proprio perché acchiapparli è più facile, ora il gioco richiede che vengano impilati uno sopra l’altro creando delle buffe torri di animali. Questo gioco non ha un vero e proprio nome, anche se spesso viene definito darake, intraducibile parola giapponese che indica “pericolo”, “difficoltà”. Potete acquistare tale gioco presso: fioridiciliegioadriana@gmail.com.










lunedì 30 maggio 2016

MACCHINE & ANIME


Se credete che le auto servano solo per viaggiare vi sbagliate di grosso. Molti sono i possibili utilizzi alternativi. Per esempio, possono diventare delle pubblicità ambulanti, grazie a scritte e immagini stampati sulle loro fiancate e sui loro cofani. Tra le più belle, le auto da corsa che circolano per Tokyo (in particolare nel quartiere di Akihabara) ricoperte di coloratissime immagini di cartoni animati e videogame: le nuove serie sfrecciano sulle strade prima di apparire in televisione.





MASCHERINE KAWAII


Quando hanno il raffreddore o l'influenza, i giapponesi sono soliti indossare delle mascherine per evitare di attaccare il problema ad altri. Soprattutto d'inverno, quindi, lungo le strade e in metropolitana è facile imbattersi in decine di persone con indosso queste mascherine bianche che fanno molto ospedale. Per rimediare allo sgradevole effetto estetico, sono state create mascherine colorate molto kawaii, con musi di animali, talvolta persino ispirate a personaggi dei manga (come Doraemon) o dei tokusatsu (come Kamen Rider). In Italia sono acquistabili presso fioridiciliegioadriana@gmail.com.